Cosa è successo in Giappone
Secondo l’agenzia giapponese Jiji Press, GMO Cybersecurity by Ierae, controllata del gruppo internet GMO, ha ricondotto gli attacchi contro aziende giapponesi a sei server, e tutti usavano Artex, uno strumento di penetration test (le prove che fanno gli esperti per trovare falle prima dei criminali) basato sull’intelligenza artificiale. L’agenzia AFP, citata da The Manila Times, ha riferito che GMO ha dichiarato di aver «confermato» l’uso di Artex dopo un’indagine con organizzazioni esterne e di aver condiviso i risultati con le autorità.
Secondo Bloomberg, ripreso da The Star, un’infrastruttura di attacco ha preso di mira circa 20 aziende giapponesi, nove delle quali dello stesso settore, e i sei server aggiuntivi attaccavano imprese di e-commerce, finanza, commercio al dettaglio, logistica, media, istruzione e marketing. Otto delle aziende attaccate hanno reso note fughe di dati tra settembre e ottobre. GMO ha segnalato che diversi incidenti sono opera dello stesso gruppo, che sembra organizzare campagne per Paese e per settore.
Cos’è Artex e perché preoccupa
Artex si presentava come uno strumento autonomo di test di sicurezza che usa modelli linguistici, la stessa tecnologia degli assistenti di IA, per analizzare sistemi, scoprire vulnerabilità e verificarle. In altre parole, automatizza buona parte del lavoro che prima richiedeva un attaccante esperto con molto tempo a disposizione.
Non è la prima volta che compare. Secondo il portale giapponese Rocket Boys, la società CrowdStrike aveva segnalato il 7 ottobre file di configurazione di Artex in attacchi contro istituti finanziari della Corea del Sud, descrivendolo come uno strumento open source sviluppato in Cina. Secondo AFP, lo sviluppatore ha dichiarato che usarlo per attaccare era contrario alle sue intenzioni, ha bloccato l’accesso al codice sorgente a causa dell’uso improprio e ha annunciato che il progetto non sarà più aggiornato.
Una precisazione importante: il fatto che lo strumento sia di origine cinese non prova chi siano gli attaccanti né che dietro ci sia uno Stato. Inoltre, non tutte le aziende «attaccate» sono state necessariamente violate; GMO non ha confermato il successo di ogni tentativo.
Il contesto: un’ondata di attacchi in Asia
Il Giappone sta vivendo settimane difficili sul fronte della cybersicurezza. AFP riferisce che decine di aziende giapponesi, tra cui catene di ristoranti e una società di noleggio auto, hanno reso noti accessi non autorizzati o fughe di dati che potrebbero riguardare milioni di clienti, e che il governo ha chiesto alle imprese di rafforzare le difese. Secondo la stessa agenzia, all’inizio di ottobre il capo del comitato per la cybersicurezza del partito di governo ha dichiarato lo stato di emergenza di fronte alle nuove minacce.
La lezione di fondo è che l’IA riduce il costo e il tempo necessari per attaccare. Uno strumento pensato per difendere, nelle mani sbagliate, permette di passare al setaccio migliaia di sistemi esposti alla ricerca di una sola porta aperta.
Come proteggere i sistemi della tua azienda, comprese le comunicazioni
Partendo dalle raccomandazioni di GMO riportate da Rocket Boys, e applicandole anche alla telefonia e ai canali di assistenza, ecco alcune misure concrete:
- Fai l’inventario di tutto ciò che è esposto su internet: siti web, API, pannelli di amministrazione, applicazioni datate e anche il tuo centralino IP, i trunk SIP e gli accessi alla piattaforma WhatsApp o al call center. Ogni sistema deve avere un responsabile.
- Aggiorna, non limitarti a bloccare: un firewall per applicazioni web (WAF) aiuta, ma non sostituisce l’applicazione delle patch. Controlla anche le versioni vecchie o non più supportate che condividono lo stesso codice vulnerabile.
- Conserva e analizza i log: accessi web, autenticazioni e interrogazioni ai database. Cerca tentativi ripetuti, accessi anomali o download massivi di dati. Nella telefonia, sorveglia le chiamate verso destinazioni insolite o fuori orario, segnale tipico di frode sui centralini IP.
- Prepara un piano nel caso succeda qualcosa: chiudi la via d’accesso, stabilisci quali dati sono stati coinvolti e verifica se l’incidente ha raggiunto appaltatori o fornitori.
- Proteggi le credenziali: password robuste, autenticazione a due fattori e accesso minimo indispensabile a console e registrazioni.
Cosa significa per le aziende in Colombia e in America Latina
Gli attaccanti che usano l’IA non hanno bisogno di trovarsi in Giappone per cercare falle in un server di Bogotá o Lima: internet non ha confini e le campagne per Paese possono raggiungere qualsiasi mercato. Per un’azienda latinoamericana questo significa che la cybersicurezza non è più un tema solo dell’IT, ma della direzione. Le comunicazioni meritano un’attenzione particolare: un centralino compromesso può generare bollette enormi per chiamate fraudolente, e un database clienti trafugato apre la porta a truffe via telefono, SMS o WhatsApp a nome del tuo marchio.
La buona notizia è che le misure di base (inventario, aggiornamenti, monitoraggio e cifratura) restano le più efficaci. In 19 80 TIC Cloud ti aiutiamo a verificare come sono protette la tua telefonia in cloud e le tue chiamate cifrate per ridurre questi rischi.



