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Notizie dall’Asia

Uno strumento di intelligenza artificiale cinese, Artex, era dietro i cyberattacchi contro aziende in Giappone: cosa devono imparare le imprese

La società giapponese GMO Cybersecurity by Ierae ha confermato tra il 19 e il 20 ottobre 2026 che Artex, uno strumento di test di sicurezza con intelligenza artificiale sviluppato in Cina, è stato usato in un’ondata di attacchi contro aziende giapponesi. È un segnale chiaro che l’IA sta già accelerando i cyberattacchi e che nessuna azienda con sistemi esposti su internet, comprese le sue comunicazioni, può abbassare la guardia.

Dal team di 19 80 TIC Cloud··4 min di lettura
Uno strumento di intelligenza artificiale cinese, Artex, era dietro i cyberattacchi contro aziende in Giappone: cosa devono imparare le imprese

Cosa è successo in Giappone

Secondo l’agenzia giapponese Jiji Press, GMO Cybersecurity by Ierae, controllata del gruppo internet GMO, ha ricondotto gli attacchi contro aziende giapponesi a sei server, e tutti usavano Artex, uno strumento di penetration test (le prove che fanno gli esperti per trovare falle prima dei criminali) basato sull’intelligenza artificiale. L’agenzia AFP, citata da The Manila Times, ha riferito che GMO ha dichiarato di aver «confermato» l’uso di Artex dopo un’indagine con organizzazioni esterne e di aver condiviso i risultati con le autorità.

Secondo Bloomberg, ripreso da The Star, un’infrastruttura di attacco ha preso di mira circa 20 aziende giapponesi, nove delle quali dello stesso settore, e i sei server aggiuntivi attaccavano imprese di e-commerce, finanza, commercio al dettaglio, logistica, media, istruzione e marketing. Otto delle aziende attaccate hanno reso note fughe di dati tra settembre e ottobre. GMO ha segnalato che diversi incidenti sono opera dello stesso gruppo, che sembra organizzare campagne per Paese e per settore.

Cos’è Artex e perché preoccupa

Artex si presentava come uno strumento autonomo di test di sicurezza che usa modelli linguistici, la stessa tecnologia degli assistenti di IA, per analizzare sistemi, scoprire vulnerabilità e verificarle. In altre parole, automatizza buona parte del lavoro che prima richiedeva un attaccante esperto con molto tempo a disposizione.

Non è la prima volta che compare. Secondo il portale giapponese Rocket Boys, la società CrowdStrike aveva segnalato il 7 ottobre file di configurazione di Artex in attacchi contro istituti finanziari della Corea del Sud, descrivendolo come uno strumento open source sviluppato in Cina. Secondo AFP, lo sviluppatore ha dichiarato che usarlo per attaccare era contrario alle sue intenzioni, ha bloccato l’accesso al codice sorgente a causa dell’uso improprio e ha annunciato che il progetto non sarà più aggiornato.

Una precisazione importante: il fatto che lo strumento sia di origine cinese non prova chi siano gli attaccanti né che dietro ci sia uno Stato. Inoltre, non tutte le aziende «attaccate» sono state necessariamente violate; GMO non ha confermato il successo di ogni tentativo.

Il contesto: un’ondata di attacchi in Asia

Il Giappone sta vivendo settimane difficili sul fronte della cybersicurezza. AFP riferisce che decine di aziende giapponesi, tra cui catene di ristoranti e una società di noleggio auto, hanno reso noti accessi non autorizzati o fughe di dati che potrebbero riguardare milioni di clienti, e che il governo ha chiesto alle imprese di rafforzare le difese. Secondo la stessa agenzia, all’inizio di ottobre il capo del comitato per la cybersicurezza del partito di governo ha dichiarato lo stato di emergenza di fronte alle nuove minacce.

La lezione di fondo è che l’IA riduce il costo e il tempo necessari per attaccare. Uno strumento pensato per difendere, nelle mani sbagliate, permette di passare al setaccio migliaia di sistemi esposti alla ricerca di una sola porta aperta.

Come proteggere i sistemi della tua azienda, comprese le comunicazioni

Partendo dalle raccomandazioni di GMO riportate da Rocket Boys, e applicandole anche alla telefonia e ai canali di assistenza, ecco alcune misure concrete:

  1. Fai l’inventario di tutto ciò che è esposto su internet: siti web, API, pannelli di amministrazione, applicazioni datate e anche il tuo centralino IP, i trunk SIP e gli accessi alla piattaforma WhatsApp o al call center. Ogni sistema deve avere un responsabile.
  2. Aggiorna, non limitarti a bloccare: un firewall per applicazioni web (WAF) aiuta, ma non sostituisce l’applicazione delle patch. Controlla anche le versioni vecchie o non più supportate che condividono lo stesso codice vulnerabile.
  3. Conserva e analizza i log: accessi web, autenticazioni e interrogazioni ai database. Cerca tentativi ripetuti, accessi anomali o download massivi di dati. Nella telefonia, sorveglia le chiamate verso destinazioni insolite o fuori orario, segnale tipico di frode sui centralini IP.
  4. Prepara un piano nel caso succeda qualcosa: chiudi la via d’accesso, stabilisci quali dati sono stati coinvolti e verifica se l’incidente ha raggiunto appaltatori o fornitori.
  5. Proteggi le credenziali: password robuste, autenticazione a due fattori e accesso minimo indispensabile a console e registrazioni.

Cosa significa per le aziende in Colombia e in America Latina

Gli attaccanti che usano l’IA non hanno bisogno di trovarsi in Giappone per cercare falle in un server di Bogotá o Lima: internet non ha confini e le campagne per Paese possono raggiungere qualsiasi mercato. Per un’azienda latinoamericana questo significa che la cybersicurezza non è più un tema solo dell’IT, ma della direzione. Le comunicazioni meritano un’attenzione particolare: un centralino compromesso può generare bollette enormi per chiamate fraudolente, e un database clienti trafugato apre la porta a truffe via telefono, SMS o WhatsApp a nome del tuo marchio.

La buona notizia è che le misure di base (inventario, aggiornamenti, monitoraggio e cifratura) restano le più efficaci. In 19 80 TIC Cloud ti aiutiamo a verificare come sono protette la tua telefonia in cloud e le tue chiamate cifrate per ridurre questi rischi.

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Fonti

  1. The Manila Times (AFP): Chinese AI tool behind cyberattacks in Japan
  2. Nippon.com (Jiji Press): Chinese AI tool likely used in cyberattacks on Japan firms
  3. The Star (Bloomberg): AI tool that hacked Korean banks was used in Japan, GMO says
  4. Rocket Boys: GMO confirma uso de ARTEX en ataques a empresas japonesas
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Domande frequenti

Che cos’è Artex?

È uno strumento di test di sicurezza sviluppato in Cina che usa modelli linguistici per trovare e verificare vulnerabilità. È stato creato per la difesa, ma è stato usato in attacchi contro aziende della Corea del Sud e del Giappone, secondo CrowdStrike e GMO Cybersecurity.

È confermato che dietro gli attacchi ci sia il governo cinese?

No. Le fonti consultate non attribuiscono gli attacchi ad alcuno Stato. L’origine dello strumento non identifica da sola gli attaccanti, e GMO non ha detto dove si trovassero i server né chi li gestisse.

Come può un cyberattacco colpire la telefonia della mia azienda?

Un centralino IP vulnerabile può essere usato per fare chiamate fraudolente verso destinazioni costose, e i dati dei clienti rubati possono servire per truffe via telefono, SMS o WhatsApp. Aggiornare, monitorare il traffico e proteggere le credenziali riduce molto il rischio.

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